PER NON DIMENTICARE

PER NON DIMENTICARE

Purtroppo questo paese ha la memoria  corta e l’informazione generalista certo non aiuta.

È notizia che il comune di Ardea è uscito dal dissesto finanziario dichiarato nel 2018 dall’amministrazione Savarese.

Sicuramente è una bella notizia, che permetterà finalmente alle prossime compagini governative (a cominciare da quella in essere) di mettere in campo tutte le opere che il territorio e i cittadini (che pagano) hanno diritto di ottenere.

I cittadini però hanno anche il diritto di conoscere “chi” ha generato il debito abnorme (oltre 22 milioni di euro), che ha provocato la dichiarazione del dissesto.È troppo facile e pericoloso, come fa superficialmente certa stampa, tralasciare i nomi, perché si rischia di rimettere nelle mani di chi ha indebitato questo comune, di farlo nuovamente. Pericoloso perché si mischia tutti in un unico calderone, per cui poi la gente non va più a votare, perché “tanto sono tutti uguali”.

E’ utile ricordare che dal 1993 (anno di introduzione dell’elezione diretta del sindaco) il comune di Ardea è sempre stato governato da coalizioni di centrodestra, eccezion fatta per la breve parentesi Bartolini.

 La legge ribadisce il sistema della programmazione finanziaria e della rendicontazione definendo che il sistema di bilancio degli enti locali costituisce lo strumento essenziale per il “processo di programmazione, gestione e rendicontazione” : quindi se una corretta programmazione non c’è mai stata, non è imputabile al dissesto (dichiarato solo nel 2018), ma dall’incompetenza di chi era chiamato al governo della città.

In più allo scadere dei termini annuali, gli amministratori avrebbero dovuto redigere un documento adottando i provvedimenti per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio, onde evitare la formazione di ulteriori oneri aggiuntivi a carico dell’ente; ma ciò non è mai stato fatto anche perché redigere questo documento avrebbe comportato il generare responsabilità per funzionari e/o amministratori.

La legge inoltre permette all’ente pubblico di avere debiti fuori bilancio per l’acquisto di beni e servizi necessari all’aumento delle utilità e delle funzioni dell’ente stesso. Qui sorvoliamo, per carità di patria, a conoscere i veri motivi che indussero il comune a contrarre debiti fuori bilancio, dal momento che la situazione del territorio di Ardea è sotto gli occhi di tutti : la totale o parziale mancanza di tutte quelle realtà necessarie ad un comune di oltre 50.000 abitanti, a cominciare da una scuola superiore.

L’amministrazione Di Fiori ricorse al pareggio del disavanzo straordinario del 2014 di oltre 15 milioni di euro grazie ad un mutuo concessogli dalla legge per il suo ripiano in 30 anni, caricando l’ente di una rata annuale di circa € 512.000, mentre il preventivo per il 2015 necessitava di oltre sei milioni di euro per costituire un fondo per la copertura dei debiti fuori bilancio, all’epoca ancora non riconosciuti. Le dimissioni di Di Fiori e della sua giunta, quattro mesi prima della scadenza del mandato del 2017, furono obbligate perché la stretta vigilanza della Corte dei Conti non avrebbe consentito ulteriori deroghe. Provvide poi il Commissario Tedeschi a redigere il bilancio, che la giunta Savarese trovò completamente svuotato.

Il bilancio non è solo un documento strettamente contabile, bensì uno strumento di corretta gestione amministrativa, che condiziona l’azione politica di chi è chiamato al governo del territorio, per dotarlo di tutti i servizi che necessitano ai cittadini.La dichiarazione di dissesto fu si una scelta finanziaria, dettata dall’impossibilità di programmare il futuro, ma fu soprattutto una scelta politica tesa a porre fine ad una gestione scellerata delle finanze pubbliche.

A pochi mesi dal voto è bene ricordare che oltre alle giuste competenze, che si possono anche acquisire, Ardea ha bisogno di amministratori responsabili che abbiano a cuore il territorio e i suoi cittadini.

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