RIPORTARE LA PACE IN EUROPA
La politica estera dell’Unione europea deve focalizzarsi sul rispetto dei diritti umani, dello stato di diritto, delle libertà individuali, della democrazia e dello sviluppo sostenibile nel mondo. Questi obiettivi si devono raggiungere non attraverso l’uso della forza e dell’intimidazione ma attraverso la diplomazia e la moral suasion. La pace, la prevenzione dei conflitti e il rafforzamento della sicurezza internazionale devono quindi essere la bussola dell’azione europea in particolare nei teatri di guerra in Ucraina, in Medio Oriente, tra Armenia e Azerbaijan, in Yemen e Sudan, per citare i casi più urgenti. La difesa comune europea deve essere uno strumento di peacekeeping al servizio delle Nazioni Unite: un Commissario alla difesa non significa un Commissario alla guerra. È necessaria una razionalizzazione della spesa militare tramite i tagli agli sprechi e i risparmi derivanti dall’economia di scala. È importante colmare il gap tecnologico dell’industria europea, in particolare sul tema dell’intelligenza artificiale. La collaborazione e l’adesione alla Nato, mai messa in discussione, va sviluppata in chiave puramente difensiva. Non è con la guerra che si ottiene la pace, come sancisce la nostra Costituzione nel suo articolo 11.






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